Nata a san Pietroburgo, Russia, da quasi vent’anni vive a Taranto. Laureata in biologia e informatica e comunicazione digitale, ha iniziato a fotografare nel 2011 e da circa 6 anni lavora come fotografa, principalmente per i matrimoni.
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Le foto di Yulia Longo sono immagini che raccontano storie: uno scatto immobile che sembra poi scorrere nello sguardo di chi osserva, che porta rumori, suoni, odori. Il coraggio di Yulia è aver capito di poter contare su se stessa e la sua forza è condivisa con un’altra professionista, nel segno della solidarietà artistica e lavorativa.

1) Se dovesse scrivere il primo capitolo di un libro sulla sua carriera, come inizierebbe?
«Non sapevo disegnare così ho iniziato a fotografare».

2) Esprimere il proprio mondo attraverso la fotografia vuol dire portare nell’immediato la propria visione. Spesso le donne sono descritte con “lo sguardo dell’altro”, da fotografa quanto è importante essere invece la direzione dello sguardo?
«Per me fotografare oramai è una cosa naturale, non mi piacerebbe essere dall’altra parte, come modella. Amo fotografare le donne, far vedere non solo la loro bellezza fisica ma anche scoprire la loro bellezza interiore. Di solito appena vedo un volto interessante ho subito un’immagine in testa e penso come realizzarla al meglio».

3) Fare di un’arte il proprio lavoro quali sacrifici richiede?
«Nessuno o tanti, proprio come in molti altri lavori (passare meno tempo con i propri cari, responsabilità, paura di sbagliare). Il mio è un lavoro molto bello: le persone ti scelgono proprio per il tuo stile e si instaura tanta fiducia. Le persone con cui ho lavorato sono solitamente molto contente del risultato e questo mi rende ancora più felice».

4) Quale è stato il momento in cui ha pensato di essere coraggiosa?
«Quando sono riuscita a parcheggiare la macchina in un centro storico :).
Quando per la prima volta ho lavorato per un matrimonio e quando ho lavorato per tre matrimoni in tre giorni. Quando ho capito che posso contare su me stessa, permettendomi anche di sbagliare».

5) Quale consiglio darebbe a chi vuole seguire la sua strada?
«Studiare sempre, scattare foto ogni giorno, allenare lo sguardo guardando i film, frequentando le mostre, viaggiando e osservando cose nuove. Trovare una persona con quale condividere il proprio lavoro e crescere insieme. Io sono stata fortunata, ho trovato Cinzia Miccoli, una bravissima fotografa (lavoriamo quasi sempre insieme). Seguire i fotografi che piacciono e cercare di riprodurre la luce che hanno usato per imparare cose nuove».