Corporate Social Responsibility Leader IBM Italia e Master Inventor IBM. Diplomata e laureata in informatica Filomena Floriana Ferrara si è sempre occupata di accelerare l’evoluzione del digitale creando progetti innovativi, soprattutto basati sull’intelligenza artificiale.  È impegnata nell’orientamento scolastico verso le materie STEM, sopratutto al femminile, con il progetto NERD. È inventrice di 20 brevetti nella tecnologia. È stata membro del Team per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio.

Se dovesse scrivere il primo capitolo di un libro sulla sua carriera, come inizierebbe?

«Potrebbe iniziare così: “Floriana era una bambina dislessica, bocciata in seconda elementare, senza possibilità economica e viveva in un città senza università. Nessuno avrebbe mai immaginato e scommesso che la giovane tarantina si sarebbe laureata in informatica, una disciplina erroneamente identificata come maschile. Contro ogni previsione e a dispetto di una vita che le metteva i bastoni tra le ruote in continuazione, si laureò e iniziò una brillante carriera professionale, ancora oggi super attiva in tantissime iniziative”. Non ricordo tutti i libri letti, tutti i progetti che ho creato e tutti i brevetti inventati ma ricordo tutti i problemi che ho affrontato e tutti gli ostacoli che ho superato, perché questo è ciò che mi ha reso quel che sono oggi».

Lei è creatrice di diversi progetti, che cosa si augura di poter brevettare nel futuro?

«Un brevetto che migliori la qualità di vita degli esseri umani. Anche se sarebbe bellissimo creare un brevetto che possa cancellare tutto ciò che provoca dolore e sofferenza, soprattutto nei bambini».

In alcune interviste ha raccontato di alcuni episodi che l’hanno discriminata in quanto donna. La cultura di genere può cambiare anche grazie a un diverso orientamento scolastico delle bambine e delle ragazze verso le materie STEM?

«Nel campo delle STEM le giovani donne hanno bisogno di superare i propri ostacoli, di prendere coraggio e di scoprire che sono capaci di poter avere anche un grande talento in queste materie. Questo non basta dirglielo, bisogna permettere loro di provarlo, per questo sono importanti i progetti di orientamento. Le giovani donne hanno bisogno di scoprire da sole che sono portate per queste disiupline, ma soprattutto finché non ci provano, le sole parole non le convinceranno. Con IBM abbiamo lanciato il progetto “NERD? (Non è roba per donne?)” per diffondere la passione per l’informatica tra le giovani studentesse al fine di orientare le loro scelte universitarie».

Quale è stato il momento in cui ha pensato di essere coraggiosa?

«Sono tanti i momenti durante i quali ho scoperto di essere una bambina coraggiosa, poi una ragazza coraggiosa, una studentessa coraggiosa, una donna coraggiosa e oggi una mamma coraggiosa. Oggi insegno alle ragazze nei progetti di orientamento come NERD ma anche in tanti eventi al femminile che è normale avere paura però non bisogna lasciarsi sconfiggere da essa. Bisogna contare su se stesse e diventare coraggiose. Bisogna supportare, sostenere e puntare su di sè, dobbiamo essere le nostre prime fan e crederci. Bisogna avere il coraggio di osare e superare gli ostacoli».

Quale consiglio darebbe a chi vuole seguire la sua strada?

«Da bambina amavo Einstein e Leonardo da Vinci. Ma dopo i 15 anni mi sono ispirata anche a modelli femminili: da Marie Curie ad Ada Lovelace (la prima donna informatica) a tutte le donne che credendo in se stesse sono riuscite a esprimere il loro talento, chiunque, anche la vicina di casa ballerina, tutte quelle donne che non si arrendono, che fanno la differenza in ogni settore. Da Lady Gaga a Samantha Cristoforetti, a tutte quelle donne che giorno dopo giorno puntano sul loro talento per costruirsi un futuro.

Oggi porto come esempio anche Victoria dei Måneskin, una ragazza che non si è mai arresa, un dolcissima bassista che sul palco esprime energia e talento, ma che affascina il mondo con la sua allegria, dolcezza e senso di amicizia. In generale consiglio di non arrendersi e seguire i propri sogni. Per chi ama il mondo del digitale il mio consiglio è di non arrendersi mai, di puntare su ste stesse, e di comprendere che l’unica persona che può fermare chi possiamo diventare siamo solo noi.

Bisogna studiare, essere concentrate, determinate e curiose ma soprattutto bisogna sapersi divertire ed appassionare».