Dopo la laurea in economia in Bocconi e un Master in Marketing presso la ESCP Europe ottenuto tra Parigi e Londra, Elena Lavezzi ha lavorato come Marketing Manager in Uber per quattro anni, dove ha aperto il mercato italiano e successivamente supportato lo sviluppo e la crescita dell’azienda anche in India. Ha iniziato a lavorare nel settore FinTech nel 2016 guidando il lancio di Circle in Italia e ricoprendo in seguito diversi ruoli a livello internazionale, fino a diventare Director Go-To-Market Retail Europe di Circle.

Nel 2019 é entrata in Revolut come responsabile per il Sud Europa, con l’obiettivo di creare e gestire i team locali e guidare la crescita della base utenti nella regione.

Nelle sue scelte sembra non rincorrere il futuro ma anticiparlo. Esiste un segreto e nel caso vuole svelarcelo?
«Ho scelto di lavorare in queste aziende perchè hanno costruito prodotti che, grazie alla tecnologia, sono in grado di impattare sulle vite di milioni di utenti, migliorando semplici azioni che appartengono alla nostra vita quotidiana. Questo per me è un criterio fondamentale: la vera innovazione che un’azienda è in grado di apportare all’industria nella quale opera o se – addirittura – è in grado di creare un nuovo settore da zero. Poi guardo altri elementi, come ad esempio la tipologia e l’esperienza degli investitori che puntano su quell’idea e su quel team, se hanno già un track record significativo di scelte che si sono rivelate vincenti. In ogni caso quando si entra a lavorare in una startup c’è sempre un margine di rischio che sono disposta a prendermi se penso che abbia del vero potenziale».

Quale è stato il momento in cui ha pensato di essere coraggiosa?
«Probabilmente nel momento in cui dopo la laurea e il master ho deciso di non seguire un percorso di carriera tradizionali in multinazionali o banche d’affari, per inseguire la mia predisposizione di lavorare in un contesto più imprenditoriale, dove tutto è da costruire da zero. Così ho cominciato il mio percorso nelle startup che, a differenza di oggi, dove questo percorso di carriera è ormai affermato e ambito, non erano considerate, almeno in Europa, ancora una scommessa vincente».

Quale consiglio darebbe a chi vuole seguire la sua strada?
«Io non ho mai avuto paura di buttarmi, di rischiare e di mettermi in gioco anche con il rischio di sbagliare e dover ripartire da zero. Sono sempre stata aperta a nuove esperienze e ho sempre seguito il mio sesto senso. Direi principalmente di seguire le proprie inclinazioni e cercare di costruire un percorso che abbia delle peculiarità che lo possano distinguere da tanti altri. E poi consiglierei di viaggiare tanto, ascoltare le esperienze degli altri, informarsi sui nuovi trend e cercare di intercettare le novità prima che diventino mainstream e alla portata di tutti. Scoprire qualcosa prima degli altri non è sempre facile ma quando accade è una grande gratificazione».

a cura di Alessandra Macchitella 

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