Fondatrice di Miomojo, benefit company che realizza prodotti di design con materiali sostenibili ed innovativi. Nata in provincia di Bergamo, in Lombardia ha alle sue spalle una  formazione internazionale e poliedrica presso l’Università Heidelberg (in Germania) in  lingue ed economia e un master business administration in SDA Bocconi, Milano.
E’stata  export manager e international business development manager per diverse aziende italiane ed estere, sempre nel settore accessori.

Se dovesse scrivere il primo capitolo di un libro sulla sua carriera, come inizierebbe?
«Viaggiare in giro per il mondo, guadagnare un buono stipendio, avere abbastanza tempo libero per perseguire i propri interessi come interior design, psicologia, animali e passare il tempo nella natura… È abbastanza per un’anima affamata? Cosa manca? Dare un contributo. Contribuire, andando oltre sé stessi, a una causa più grande, allineando interessi, valori e trovando quel magico punto di congiunzione tra passione, mission e professione».

Quali sono stati i passaggi per arrivare alla realizzazione?
«Miomojo è nata a Bergamo nel 2012 quando, dopo aver lavorato per diversi anni nel business internazionale, sentivo di dover dare un significato superiore al mio lavoro e “compiere la mia missione”. Non mi piaceva l’idea di continuare a riversare altri prodotti su un mercato già saturo e così pieno di “cose”. Desideravo creare qualcosa che fosse allineato ai miei valori etici, estetici e di rispetto del pianeta e di ogni essere vivente.
Da sempre affascinata dal design, all’epoca ero frustrata dal fatto che molte creazioni venissero realizzate a spese di esseri viventi innocenti e che le poche alternative proposte mancassero di qualità e di gusto estetico. Così, ho iniziato la mia personale odissea per fornire alternative cruelty-free, realizzate con rispetto e stile italiano.
Fin dall’inizio desideravo che Miomojo adottasse un modello di business in cui i progetti charity fossero saldamente integrati in tutto ciò che facciamo. Quando ho scoperto il lavoro appassionato di Animals Asia e i loro sforzi per salvare gli orsi della luna dall’industria della bile, la mia determinazione a “contribuire” è stata ulteriormente incoraggiata e si è concretizzata. Oggi possiamo dire con orgoglio di aver donato oltre 250.000$ ad associazioni internazionali e piccoli rescue center per la difesa e la cura di animali in difficoltà.
Il mio obiettivo non era solo quello di offrire un’alternativa vegana, volevo anche creare un prodotto composto da materiali innovativi, organici, riciclati al fine di ridurre l’impatto negativo sull’ambiente e non consumare ulteriori risorse vergini.
Ad oggi la maggior parte delle nostre collezioni è ricavata da materiali riciclati ed entro il 2022 la totalità dei nostri prodotti sarà realizzata esclusivamente con materiali riciclati».

Moda ed etica: la sua azienda si appresta a diventare una B Corporation. Come nasce questo binomio?
«Diventare una B Corporation ci è sembrata una conseguenza naturale del nostro percorso e dei nostri valori, un riconoscimento ufficiale di ciò che siamo sempre stati de facto e una spinta a migliorare ulteriormente le nostre prestazioni ambientali. Le B Corp rappresentano un’evoluzione del concetto stesso di azienda: come business, riteniamo che l’importanza da attribuire al profitto ed al successo non possa essere maggiore rispetto a quella attribuita al pianeta ed agli animali».

Ha affermato che “Ognuno di noi ha un compito in questa vita”. Come si fa a “riconoscere” il proprio compito?
«Nel mio caso si è trattato di una vocazione, una forte motivazione personale, il credere fermamente nei valori che caratterizzano Miomojo, è stato ciò che mi ha spinto a creare questo tipo di azienda. Sapevo di voler cambiare le cose, amavo il design e gli animali e avevo esperienza nel business internazionale. D’altra parte, fare impresa diversamente non era possibile, è stata quasi una strada segnata. Considerate le condizioni in cui versa il nostro pianeta, immettere indiscriminatamente sul mercato nuovi prodotti non è sostenibile. Il mio obiettivo è stato fin da subito creare un sistema d’impresa che avesse un impatto positivo per la società, per gli animali e per il pianeta».

Quale è stato il momento in cui ha pensato di essere coraggiosa?
«Quando ho investito tutti i miei risparmi nella creazione di Miomojo, senza nessun finanziamento esterno. Anche in quel frangente, sono stata sostenuta dalle mie convinzioni».

Quale consiglio darebbe a chi vuole seguire la sua strada?
«Provarci. Credendo in sé stessi e ponendosi sempre obiettivi elevati; non serve altro».

a cura di Alessandra Macchitella

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