“Uomo libero…il mare è il tuo specchio”. I versi immortali di Charles Baudelaire ci aiutano a entrare nel mondo di Angela Longo e Maria Paola Minerba, rispettivamente stylist e product designer. Insieme hanno dato vita, nel 2013, al marchio laNODO. Una linea di borse e accessori moda ispirata al mare di Taranto. Canapone ed ecopelle, presenti in ogni prodotto realizzato, soddisfano le esigenze di sostenibilità. La forza delle due imprenditrici sta, oltre che nella professionalità, in una serie di caratteristiche personali. Su tutte la caparbietà e il desiderio di rompere il muro di pregiudizi che spesso intrappola una città che ha davvero tanto da raccontare.

Angela Longo e Maria Paola Minerba sono riuscite a creare uno stile particolare. Le loro sacche, le borse e gli altri oggetti, tutti personalizzabili, sono richiesti anche all’estero. L’impresa laNODO deve molto al sostegno dei social e delle persone che hanno creduto nel progetto, sin dall’inizio. Nel 2015 la fortunata partecipazione al bando di concorso NIDI della Regione Puglia, per le Nuove Iniziative di Impresa, consente alle ragazze di avviare il laboratorio. Lo show room oggi espone i prodotti d’artigianato che si distinguono per l’impiego di cime nautiche, occhielli da vela e nodi usati nell’ambito delle attività marinare. Ogni nodo, un significato. Il successo non è arrivato per caso. Le due professioniste sono entrambe laureate e, prima di imbarcarsi in quest’avventura, hanno collaborato con team di rilievo, negli ambiti moda, design e spettacolo. La loro attività merita ancora più apprezzamento, perché rappresenta il tentativo di farcela in un contesto sociale ed economico non facile.

Come nasce il vostro sodalizio professionale?

Ci siamo conosciute tra i banchi di scuola; in seguito, abbiamo intrapreso separatamente due percorsi di studio differenti, che poi si sono rivelati affini, ovvero Design del Prodotto e Scienze e tecnologia della moda.

“La nodo è un porto dal quale salpare verso altri mari, più grandi”. Per restare nella metafora, vi siete mai perse durante la navigazione? Dove siete dirette, al momento?

Ci siamo perse non una sola, ma cento volte. Per restare nella metafora, è capitato più che altro di perdere la bussola. Purtroppo, l’esperienza acquisita negli ultimi otto anni ci ha fatto comprendere che l’Italia non è un Paese che favorisce le carriere, se non si ha una certa sicurezza economica sulla quale contare. Noi siamo sempre state certe della meta da raggiungere sin dal momento in cui abbiamo deciso di trasformare questa occasione in opportunità, ovvero rendere il marchio laNODO uno stile riconoscibile qui, come all’estero.

Essere donne imprenditrici, nell’anno della pandemia. Come siete riuscite a superare le difficoltà?

Dobbiamo essere sincere, come lo siamo state sempre verso i nostri “annodati”. La pandemia non è terminata, e gli strascichi dei danni economici causati dalla diffusione del Covid-19 si faranno sentire ancora per anni. Non possiamo dichiarare di aver superato tutte le difficoltà. Possiamo constatare che le cose sono cambiate in tutti gli ambiti e che l’unico modo per resistere, per non lasciarsi sopraffare è sicuramente avere la capacità di reinventarsi, partendo dalle proprie possibilità e competenze.

Taranto non è soltanto fumo nero. È il messaggio che i vostri prodotti d’artigianato veicolano. Avete suggerimenti da dare alle ragazze e ai ragazzi scettici sulla possibilità di avviare un’impresa in un contesto complicato quale quello tarantino?

Taranto è una città che può dare tanto, e finalmente qualcosa si sta muovendo. Noi abbiamo iniziato in anni difficili per il capoluogo jonico, ma ci abbiamo creduto. Approfittiamo dell’occasione per ringraziare, come spesso ci capita di fare, i tarantini che hanno fatto crescere laNODO, nel tempo. Consigliamo ai ragazzi di non smettere mai di credere nelle idee che vogliono proporre e avere molta pazienza, nel portare avanti i loro progetti, quali che siano.

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