Duecento bus, centomila persone, sette grandi stelle della musica e altrettanti ospiti a duettare con le protagoniste. Due milioni di euro raccolti. Sono i numeri del Concerto Una Nessuna Centomila, che si è tenuto lo scorso 11 giugno alla RCF Arena Reggio Emilia (Campovolo). Un evento ideato per offrire sostegno alle donne vittime di violenza, rimandato più volte a causa del virus e finalmente realizzato.

La serata ha incassato quasi sei milioni di euro, buona parte dei quali serviranno a coprire le spese organizzative. I fondi da destinare, invece, ai centri antiviolenza (sette, individuati nelle regioni del Centro-Sud) raggiungono i due milioni di euro, un ottimo risultato. La cifra sarà suddivisa in parti uguali tra le sette strutture scelte per ricevere gli aiuti. 

A Campovolo, i fan hanno assistito a uno spettacolo generosissimo, praticamente tanti mini concerti della durata complessiva di sei ore, con cinquantaquattro artisti (musicisti e coristi) che si sono alternati sul palco. L’evento ‘fluviale’ è stato possibile grazie alla determinazione delle artiste che lo hanno promosso e voluto fortemente, nonostante i rinvii dovuti al virus. 

I fan di Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini e Laura Pausini si sono trasformati in sostenitori della causa delle donne e degli uomini contro la violenza di genere. Con le grandi star si sono esibiti anche Caparezza, Brunori Sas, Diodato, i Sottotono, Tommaso Paradiso, Coez ed Eros Ramazzotti. 

Grazie alla loro partecipazione è stato lanciato un messaggio che spesso viene dato per scontato: la battaglia contro la cultura della sopraffazione, del possesso, della violenza di genere si fa insieme, donne e uomini. È l’unica via per raggiungere l’obiettivo. 

Una Nessuna Centomila ha riservato non poche sorprese ai fan; alcuni momenti della lunga maratona musicale sono stati particolarmente intensi, con pensieri rivolti alla guerra in Ucraina. Molti gli spunti di riflessione e gli inviti a combattere, in prima persona, quella sottocultura che continua a proporre un’idea di donna che non può trovare corrispondenza nella realtà. 

Come riporta il periodico Stampa Reggiana, la solidarietà si è espressa non solo sul palco, ma anche nel backstage. Tra le maestranze, nel settore trucco e parrucco, c’erano tre donne seguite dalla cooperativa sociale Madre Teresa. Il loro inserimento nelle attività di preparazione degli artisti alla performance è stato reso possibile grazie a un’altra donna: Silvia Bonaretti che ha sostenuto l’evento, con l’equipe del suo salone.