L’iconografia della donna è un prodotto degli uomini, o almeno così è stato nei secoli passati. Il capovolgimento della prospettiva (e magari l’intreccio delle osservazioni) restituisce invece una complessità diversa, che va oltre ogni aspettativa. Al Fotografiska di New York è in corso, fino al prossimo 30 aprile, Nude: una mostra sul nudo nella fotografia contemporanea. La particolarità di questa galleria di immagini è nel punto di vista, squisitamente femminile.

Si tratta infatti di oltre duecento opere realizzate da trenta fotografe di venti nazionalità. Un mosaico di rappresentazioni che dà luce al concetto di inclusione. Lo sguardo che traspare nelle immagini è alternativo a quello finora espresso, nei lavori fotografici sul nudo. Un modo di vedere il corpo (oltre i generi) come forma, e di vederlo attraverso l’occhio femminile.

La nudità è qualcosa di normale, ma spesso il corpo nudo è trasformato in oggetto. Quello che le opere in mostra al Fotografiska vogliono suggerire è un modo più libero di osservare il nudo, libero soprattutto dalle logiche di mercato e dalle ideologie. Le artiste sono state scelte nella maniera più inclusiva possibile: sono diversissime tra loro, per origini e formazione, così come per condizione sociale. L’espressione artistica è sempre genuina e onesta, quando è davvero arte; queste fotografie sono ispirate e ispiranti. Una sorta di vocabolario dell’immagine, per leggere il mondo contemporaneo.

Tra l’altro, il luogo dell’esposizione (Fotografiska) è un museo della fotografia in grado di proporre esperienze multisensoriali, anche attraverso l’impiego della musica e la creazione di spazi di suggestione capaci di amplificare le emozioni. Nel caso della mostra Nude, le suggestioni si ricavano anche solo leggendo i relativi articoli pubblicati sulla stampa estera o visitando il sito del museo. Qualche foto è stata pubblicata in un bel servizio proposto dal settimanale di informazione Internazionale, n. 1450.

A proposito invece di donne ritratte da uomini, presso il Palazzo Rhinoceros a Roma, grazie alla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti, è possibile ammirare (per la prima volta in Italia) il dipinto Giovane Donna di Picasso (la donna ritratta è la modella Fernande Olivier, con la quale il pittore ha avuto una lunga relazione). Il museo statale dell’Ermitage di San Pietroburgo lo ha concesso in prestito (chiedendone in seguito la restituzione anticipata, a causa delle tensioni diplomatiche legate all’Ucraina). Chi è a Roma può vederlo, nel contesto della mostra percorso su Pablo Picasso, fino al 29 marzo (la mostra invece prosegue, tra danza, musica e memoria e un focus sui rapporti tra Picasso e Raf Vallone, fino al 15 maggio).