Le parole possono unire le persone oppure dividerle.

Lo sapeva molto bene Nora Ephron, sceneggiatrice di Harry ti presento Sally e di altre indimenticabili commedie, ma anche regista e produttrice, commediografa e scrittrice. 

La sua personalissima ricerca sulle relazioni umane ci ha fatto scoprire modi e mondi attraverso i quali raggiungere o allontanare per sempre l’altro. Quando Ephron era una ragazzina il suo idolo era Dorothy Parker, scrittrice e giornalista capace di far emergere vizi e virtù della società statunitense del XX secolo, senza risparmiarle critiche anche molto aspre. L’unica donna al tavolo la definiva Nora Ephron, evidentemente riferendosi alla scarsa presenza femminile nelle redazioni giornalistiche dell’epoca e alla personalità della donna.

Superata l’adolescenza, l’autrice di frasi che sono entrate nel vocabolario comune, non solo quello cinematografico, ha scoperto in realtà che Parker era poco più che un mito adolescenziale, per lei.

Troppo sdolcinati alcuni scritti di Parker, mentre i film di Ephron a ben guardare non lo sono mai stati. Anzi, sono ricchi di ironia pungente e disseminati di spunti di riflessione sulla vita di coppia e sulle relazioni umane. 

Come scrive Rachel Syme sul New Yorker, la vera eredità che Nora Ephron ci ha lasciato è proprio nelle sue parole. Nelle sue sceneggiature. Ci ha mostrato quanto le parole contino nei rapporti sentimentali.

“Bisogna sceglierle con attenzione, e di certo non aggrapparsi a un mito solo perché è bello”.

Una storia d’amore ha qualche chance di uscire dalla sfera teorica per divenire una reale storia soltanto se si lascia alle spalle stereotipi e clichè.

Nora Ephron non è semplicemente un’eroina della commedia romantica, come molti la dipingono; i suoi film non sono caramelle da succhiare, né torte da divorare. La potenza di quei lungometraggi sta invece nelle parole. I suoi lavori, anche dieci anni dopo la sua scomparsa, sono importanti. Perché con il suo modo di descrivere i rapporti umani ci ha dato una speranza. Ci ha urlato ogni volta, come Syme sottolinea, che non è mai troppo tardi per inseguire i propri sogni. 

Una scivolata su una buccia di banana farà ridere di te, farà di te una vittima, diceva Ephron, mentre raccontare di essere scivolata su una buccia di banana ti renderà un’eroina. Sarai tu a ridere di te stessa, con gli altri. Ecco la differenza. La potenza dello storytelling e del cinema. La capacità delle donne intelligenti come Ephron di non prendersi troppo sul serio. 

A proposito di talento femminile, alla 79esima Mostra del Cinema di Venezia si affronta il tema della parità di genere con Women in Cinema Award, premio internazionale patrocinato dal Ministero della Cultura. Un’occasione per promuovere il talento femminile e l’uguaglianza tra i sessi nel mondo del cinema, e anche in altri ambiti. I temi sociali sono al centro dell’attenzione degli organizzatori del premio. 

Tra le donne premiate, l’attrice ucraina Darya Tregubova. Un riconoscimento che esprime solidarietà e vicinanza a tutte le donne ucraine che da oltre sei mesi attraversano l’orrore della guerra. Un altro premio sarà assegnato alla stilista Anna Fendi. La quinta edizione di questa cerimonia è dedicata alla produttrice e giornalista turca Cigdem Mater, condannata ingiustamente a 18 anni di carcere e a tutte le donne cui vengono quotidianamente negati i diritti fondamentali.