No women No Panel – Senza donne non se ne parla è un progetto della Commissione europea promosso in Italia dalla Rai. L’obiettivo è raggiungere l’equilibrio di genere, cioè garantire che la componente femminile sia rappresentata quanto quella maschile, nelle attività di comunicazione. La Regione Puglia ha sposato il programma con un protocollo d’intesa, in linea con le priorità dell’Agenda di genere. 

Il memorandum europeo servirà a garantire una presenza equilibrata di uomini e donne nella comunicazione pubblica e quindi in tutti gli eventi organizzati dalla Regione.

Come Marinella Soldi (presidente Rai) ha sottolineato, è fondamentale fare rete per costruire società sostenibili. Non esistono sistemi produttivi e sociali che possano evolvere senza partire dalla valorizzazione del lavoro femminile, accanto a quello maschile. Ancora una volta la Puglia è in anticipo su questi temi, è la prima regione ad aver aderito al progetto No women No Panel. È stata anche la prima regione a dotarsi di uno strumento come l’Agenda di genere.

La Regione Puglia è molto impegnata in questa battaglia affatto scontata e non retorica – ha dichiarato il presidente Michele Emiliano – per rimuovere stereotipi e pregiudizi che impediscono alle donne di avere lo stesso ruolo degli uomini nella vita sociale di questo Paese. È una battaglia che bisogna portare avanti in ogni modo.

Giornalismo e spettacolo sono due ambiti di lavoro nei quali la presenza femminile non manca. Dagli anni Cinquanta in poi i progressi fatti dalle donne, sia nel giornalismo, sia nel mondo televisivo e dello spettacolo sono notevoli. Ci si domanda, però, in che modo la donna sia oggi presente nei programmi televisivi e nelle redazioni. Restano molti pregiudizi a velare l’idea del progresso e della conquistata parità, in realtà mai abbastanza raggiunta. La strada da fare è ancora lunga, se si considera che nel 2022 le donne continuano a essere vittime di stereotipi, nella rappresentazione dei loro ruoli, nei racconti che le riguardano; non solo quelli scritti dagli uomini.

Negli anni Settanta la presenza femminile nel mondo dell’informazione era ancora marginale, prevaleva l’immagine della donna bella e muta, l’immagine della giornalista che si occupava di cronaca rosa. All’inizio del terzo millennio, poco più di vent’anni fa, le posizioni apicali occupate dalle donne nelle redazioni rappresentavano soltanto il 30% del totale. 

Nel 2021 abbiamo festeggiato la nomina di Alessandra Galloni alla guida della Reuters, la storica agenzia di stampa britannica. Sono quasi 2500 i giornalisti che Galloni coordina, in tutto il mondo. All’epoca della sua nomina i giornali scrissero:

L’incarico a una donna arriva per la prima volta in 170 anni di storia della prestigiosa testata giornalistica. Centosettanta anni sono un’eternità. Speriamo che non si debba aspettare un tempo altrettanto lungo per una reale parità tra i sessi, in tutti gli ambiti della vita economica, sociale e politica.